Colle del Nivolet con il Cinquecento
Una road trip alpina tra Ceresole Reale, Lago Serrù e Lago Agnel, proprio nel cuore del Gran Paradiso.

Salire al Colle del Nivolet è una di quelle esperienze che raccontano perfettamente lo spirito di GIRO500: strada, paesaggi, cultura locale e quella sensazione di entrare in un’Italia che non trovi già pronta negli itinerari turistici più scontati.
La road trip parte da Ceresole Reale, in Piemonte, e segue la strada che sale verso il Lago Serrù, il Lago Agnel e il Rifugio Savoia, dentro l’area del Parco Nazionale Gran Paradiso. È una salita di alta montagna, tutta asfaltata, che passa da oltre 1.500 metri di altitudine a Ceresole Reale fino a più di 2.600 metri al Piano del Nivolet.

Ho fatto questo percorso in estate, di martedì. I giorni feriali sono decisamente meglio: ci sono meno auto sulle strade e meno persone nei luoghi più belli, cosa che aiuta tantissimo quando vuoi filmare e fotografare con calma. Faceva caldo e il cielo era completamente aperto. Mi aspettavo già un paesaggio spettacolare, ma il Nivolet è andato oltre.
A ogni tratto, la strada cambia dimensione: prima la valle, poi il Lago di Ceresole, subito dopo le pareti di roccia, le dighe, i tornanti, il Lago Serrù, il Lago Agnel e infine quella sensazione incredibile di guidare in uno scenario quasi sospeso tra montagne, silenzio e cielo.
E il bello è che ho fatto tutto con il Cinquecento.

Confesso che salire su una strada alpina oltre i 2.500 metri mi ha lasciato un po’ pensieroso. Non tanto per la strada in sé, ma per l’altitudine, la pendenza e lo sforzo continuo della macchina. Però il piccolo Cinquecento è stato coraggioso. È salito con calma, sicurezza e personalità, come se capisse che anche quell’avventura faceva parte della sua storia.
In fondo, poche cose stanno così bene insieme all’Italia quanto una piccola macchina davanti a paesaggi giganteschi.
La storia della strada del Colle del Nivolet
La strada del Colle del Nivolet non è solo un percorso panoramico. Ha una storia legata direttamente allo sviluppo della regione, alla presenza del Parco Nazionale Gran Paradiso e ai grandi progetti idroelettrici della Valle Orco.

Il Gran Paradiso è stato creato nel 1922 ed è il primo parco nazionale italiano. Questa zona è nata come territorio di protezione della fauna, della flora, delle formazioni geologiche e della bellezza del paesaggio. Questo aiuta a capire perché il Nivolet non va visto solo come “una strada bella”: attraversa un’area ambientalmente delicata, dove turismo, mobilità e tutela devono convivere con equilibrio.
La strada stessa ha una storia complessa. L’idea di costruire un collegamento attraverso il Nivolet compare già nei primi anni del parco, ma prende forza soprattutto nel dopoguerra, anche per l’interesse di valorizzare le Alpi Graie e per le opere legate al sistema elettrico. Negli anni ’50, la costruzione avanzò con un grande sforzo tecnico: operai, esplosivi, tagli nella montagna e l’ambizione di creare un collegamento in alta quota.
Il progetto completo di collegamento fino alla Valsavarenche, però, non si è mai consolidato come strada di passaggio per le automobili. Per questo oggi il Nivolet ha una caratteristica speciale: sali, vivi la strada, arrivi nella zona del Rifugio Savoia e poi torni indietro dallo stesso percorso.
Ed è proprio questa condizione a rendere l’esperienza ancora più interessante. Non è una strada di transito. È una strada fatta per godersi il viaggio.
I laghi del Colle del Nivolet
Durante la road trip verso il Colle del Nivolet, alcuni laghi segnano in modo forte l’esperienza visiva e storica del percorso. Lungo la strada principale di salita, tre si fanno notare più degli altri: il Lago di Ceresole, il Lago Serrù e il Lago Agnel.

È importante fare una distinzione: il Lago di Ceresole, il Lago Serrù e il Lago Agnel sono legati alle dighe e al sistema idroelettrico della Valle Orco. Aiutano a raccontare una parte importante della storia di ingegneria, energia e presenza umana in questa zona alpina.
Ma il Nivolet non si riduce ai bacini artificiali. Nell’area di alta montagna, soprattutto intorno al Piano del Nivolet e lungo i sentieri che partono dalla zona del Rifugio Savoia, ci sono anche laghi alpini naturali e piccoli specchi d’acqua formati dalla geografia stessa della montagna.
Questa convivenza tra dighe, laghi naturali, rocce, pascoli e cime è proprio una delle caratteristiche più interessanti del paesaggio.
Il Lago di Ceresole compare già all’inizio dell’avventura. È un lago artificiale nato dallo sbarramento del torrente Orco ed è legato al sistema idroelettrico della zona. La costruzione della diga di Ceresole Reale iniziò negli anni ’20 e fu completata all’inizio degli anni ’30, dentro un progetto energetico importante per Torino e per il Canavese.
Poi la strada prende quota e si avvicina al Lago Serrù. Qui il paesaggio diventa più severo, più alpino, più impressionante. La diga del Serrù crea uno scenario potente: acqua, cemento, roccia, neve residua in alcuni periodi e montagne tutto intorno. È stato anche al Lago Serrù che il Giro d’Italia del 2019 ha portato questa zona sotto i riflettori internazionali, con un arrivo di tappa a Ceresole Reale, a oltre 2.200 metri di altitudine.
Poco più in alto appare il Lago Agnel, un altro bacino artificiale di alta montagna. Insieme al Serrù, fa parte del sistema idroelettrico Agnel-Serrù-Villa, legato alla produzione di energia nella Valle Orco. Il contrasto tra la funzione tecnica delle dighe, i laghi naturali vicini e la bellezza quasi cinematografica del paesaggio è uno dei punti più forti di questa road trip. Non è solo natura incontaminata: è anche storia di ingegneria, energia, lavoro e presenza umana tra le montagne.A subida: asfalto, curvas e altitude

La rotta è perfetta per chi ama guidare davvero. Non nel senso di correre, ma nel senso più bello della guida: sentire la macchina, leggere la strada, rispettare la montagna e godersi ogni curva.
La salita da Ceresole Reale è tutta asfaltata e, secondo i dati del Parco Nazionale Gran Paradiso per l’itinerario in bicicletta, è lunga circa 16 km, con un dislivello di circa 1.030 metri: si parte dalla zona di Ceresole Reale, intorno ai 1.580 metri, e si arriva al Piano del Nivolet, a circa 2.610 metri di altitudine.
Il percorso è una sequenza di brevi rettilinei, tornanti, rampe e punti panoramici. In alcuni tratti, la strada sembra incastrata tra le rocce; in altri, si apre su viste ampie tra laghi, dighe e montagne. Per fotografare, è uno spettacolo. Per girare video in 4K, ancora meglio.
Nel mio caso, trovare la strada quasi vuota ha reso tutto ancora più speciale. È stato possibile fermarsi in alcuni punti, fare foto, osservare il paesaggio e ripartire senza fretta.
È il tipo di strada che chiede rispetto. Non va d’accordo con l’ansia. Va d’accordo con l’attenzione, il finestrino aperto, il motore che lavora e gli occhi sempre puntati sul paesaggio.
Perché il Colle del Nivolet chiude in inverno?
Il Colle del Nivolet è una strada di alta montagna. Questo significa che neve, ghiaccio, rischio di slavine, sicurezza della carreggiata, segnaletica e condizioni meteo decidono quando può essere aperta o quando deve restare chiusa.

La Strada Provinciale 50 del Nivolet di solito viene chiusa in inverno nel tratto di alta quota. In generale, la chiusura avviene tra metà ottobre e metà maggio, ma può cambiare in base alla neve e alle condizioni di sicurezza. In alcuni anni, la riapertura completa può arrivare anche più tardi, dopo le operazioni di rimozione della neve e i controlli sulla strada.
Questo è un dettaglio fondamentale per chi vuole organizzare il viaggio. Il Nivolet non è una strada da improvvisare in qualsiasi periodo dell’anno. Anche in estate possono esserci regole di accesso, limiti per i veicoli, necessità della Nivolet Card, navette e giornate di chiusura al traffico privato per favorire una visita più sostenibile.
Prima di partire, è indispensabile consultare i canali ufficiali del Parco Nazionale Gran Paradiso e della Città Metropolitana di Torino.
Il piacere di scoprire l’Italia vera

La cosa che mi ha colpito di più in questa road trip è stata capire quanto il Nivolet riassuma tutto quello che cerco con GIRO500.
Non è solo la destinazione finale. È il viaggio.
È partire da un piccolo comune del Piemonte, seguire strade locali, salire piano piano dentro un paesaggio che cambia a ogni chilometro e capire che la cultura italiana vive anche lì: nelle strade secondarie, nei laghi alpini, nelle dighe, nei rifugi, nelle osterie semplici, nelle montagne e nelle storie che spesso passano inosservate a chi cerca solo le cartoline più famose.
Al ritorno, mi sono fermato a Ceresole Reale per pranzare allo Stella Alpina Bar e Osteria. Sono arrivato quasi alle 15, quando diversi ristoranti erano già chiusi, ma lo Stella Alpina stava ancora servendo. Ho preso una polenta con salsiccia: semplice, abbondante e buonissima.
Dopo una salita al Nivolet, era esattamente il tipo di piatto che aveva senso. Cibo di montagna, diretto, caldo, senza fronzoli e con sapore di territorio.
Vale la pena fare il Colle del Nivolet? Sì, assolutamente!

Per chi ama le road trip, la fotografia, le montagne, le strade panoramiche, la cultura locale e l’Italia fuori dal turismo di massa, il Colle del Nivolet è una delle esperienze più forti del Piemonte.
È una strada che colpisce per la sua bellezza, ma anche per la sua storia. Ci sono natura, ingegneria, memoria, silenzio alpino e un tipo di guida che trasforma il semplice giro in una vera esperienza.
E fare tutto questo con il Cinquecento ha reso l’avventura ancora più simbolica. Piccolo nelle dimensioni, ma coraggioso in salita. Proprio come l’Italia ama raccontare le sue storie migliori: con semplicità, personalità e una certa dose di emozione.
Il video completo di questa salita è sul canale GIRO500ROADS, in 4K, e mostra la road trip da Ceresole Reale fino alla zona del Rifugio Savoia, passando per il Lago di Ceresole, il Lago Serrù e il Lago Agnel.
Guarda la salita completa, senza tagli e in 4K.
Oltre a questo racconto, la road trip completa al Colle del Nivolet è disponibile sul canale @GIRO500ROADS su YouTube, con immagini in 4K di tutta la salita da Ceresole Reale fino alla zona del Rifugio Savoia.
Guarda il video sul canale GIRO500ROADS:
GIRO500
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