La mia prima road trip notturna in Piemonte
- Serginho

- 2 mag
- Tempo di lettura: 5 min
La mia prima road trip notturna in Piemonte con la FIAT 500 Bambino Blu
Dopo tanti mesi passati ad analizzare modelli, raccogliere storie e curiosità sulla FIAT 500, finalmente sono riuscito a lasciare da parte il mondo digitale e a fare quello che amo di più: mettermi in strada. In questo periodo di ricerca, la piccola 500 ha smesso di essere soltanto un’auto simpatica ed è diventata parte del mio percorso personale. Vivo a Lessolo, un piccolo comune di circa 1.800 abitanti dell’area metropolitana di Torino, situato ai margini dell’anfiteatro morenico di Ivrea, e ho deciso che i primi viaggi del GIRO500 sarebbero partiti proprio da qui, raccontando i comuni vicini che fanno parte della mia quotidianità. Qui, mosaici di campi coltivati, boschi e affioramenti morenici compongono un paesaggio che unisce pianura e montagna. Più in alto, in Valchiusella, si trova Brosso, un borgo di poco più di 470 abitanti adagiato su un terrazzo naturale a 797 metri di altitudine, circondato da castagneti e pascoli alpini. Ed è proprio lì che mi ha portato la mia prima road trip notturna in Piemonte.

Il debutto del Bambino Blu
Ho acceso il motore del mio Cinquecento, che ho battezzato affettuosamente Bambino Blu, come chi inizia un nuovo capitolo. Il percorso tra Lessolo e Brosso sembra breve sulla mappa, ma si arrampica tra colline e boschi, raccontando poco a poco il passaggio dalla pianura del Canavese alle montagne.

Ho scelto di registrare il viaggio proprio per testare la posizione della camera e la qualità delle riprese. Ho fissato la DJI Osmo Action 5 Pro nella parte più alta del parabrezza e sono partito in piena notte. Nonostante il buio, volevo capire come si sarebbe comportata la camera con poca luce e se l’auto sarebbe stata all’altezza tra curve strette e salite.
La sorpresa? La posizione della camera si è rivelata ottima e il Bambino Blu mi ha dato fiducia per le prossime produzioni.
Tra curve, boschi e piccoli borghi
La strada provinciale che collega i due comuni parte in modo tranquillo, costeggiando campi coltivati e prati da fieno. Poi, poco a poco, comincia a salire. Con i fari che illuminavano la strada stretta, si percepiva bene il cambio di quota: Lessolo si trova a circa 300 metri, mentre Brosso è quasi 500 metri più in alto.
Le curve diventano più strette, l’asfalto a tratti sembra sparire sotto gallerie di alberi, e dopo poco compaiono piccoli gruppi di case in pietra con tetti in lose. Sono nuclei antichi, con stradine in ciottoli e costruzioni rustiche, che raccontano ancora oggi l’eredità mineraria e metallurgica che ha segnato borghi come Brosso.
A destra, l’orizzonte si apre verso l’anfiteatro morenico di Ivrea. A sinistra, invece, castagneti e prati alpini salgono verso il Monte Gregorio.
Tecnologia e sentimento nello stesso viaggio

L’obiettivo principale di questo viaggio era testare una parte del setup di ripresa e, allo stesso tempo, sentire l’auto su strada. Da creatore di contenuti, non posso lasciare tutto all’improvvisazione: bisogna capire la posizione giusta della camera, il rumore del vento, la qualità delle immagini con poca luce e tutti quei dettagli che fanno la differenza quando si vuole raccontare bene un percorso.
L’esperienza è stata molto utile. Ho già aggiunto un punto di fissaggio sul tetto per usare una camera a 360°, anche se devo ancora provarla.
Allo stesso tempo, avevo bisogno di sentire il Cinquecento sulla strada. Per chi non mi conosce, sono stato pilota off-road Bardahl per sei anni, attraversando il Brasile in jeep e registrando anche un programma TV. Pensavo che quella fase fosse rimasta alle mie spalle, ma sentire di nuovo la vibrazione del volante su una strada piena di storia mi ha mosso qualcosa dentro.
L’emozione di tornare a produrre contenuti automobilistici, anche con una macchinina alta 1,46 metri invece di un jeep da 2,15 metri, mi ha ricordato una cosa semplice: questa passione ce l’ho nel sangue.
Non c’è niente da fare.
Soste per foto e ricordi
Anche di notte, la luce della luna e dei lampioni di Brosso ha creato un’atmosfera davvero cinematografica. Mi sono fermato in un belvedere per fotografare il Bambino Blu con sullo sfondo le luci dell’anfiteatro morenico. Poi ho fatto un’altra sosta nella piazza della chiesa di San Michele, un edificio del XII secolo costruito su un terrazzo naturale e citato anche da Leonardo da Vinci nei suoi appunti.
Le strade vuote hanno regalato scatti con un’atmosfera da film, perfetti per il blog, per Instagram e persino per Pinterest. Oltre al video, ho creato anche una galleria di immagini per il GIRO500 ROADS, mostrando l’auto da angolazioni diverse in ogni sosta.

Vale la pena citare anche il belvedere accanto alla chiesa di San Michele Arcangelo. La chiesa, costruita nel XII secolo, si trova su un terrazzo panoramico che permette di ammirare l’anfiteatro morenico di Ivrea e la pianura del Canavese, anche se di giorno si riescono a cogliere molti più dettagli del paesaggio.
Da lassù, i piccoli centri illuminati si vedono in lontananza e, nelle notti di luna piena, il panorama assume un’atmosfera quasi magica. Questo belvedere è diventato una piccola attrazione turistica del comune di Brosso e regala un’esperienza di contemplazione che merita davvero di essere vissuta e raccontata.
Più che un test, un inizio
Anche se questo viaggio era solo una prova, ha rappresentato l’inizio del GIRO500 nella vita reale. Arrivando a Brosso e guardando indietro, ho capito che quella strada non era soltanto un percorso: era già un possibile itinerario per nuove avventure.
Da una parte Lessolo, con il suo paesaggio fatto di campi, boschi e sentieri che salgono verso la Serra d’Ivrea. Dall’altra Brosso, con i suoi monti e i suoi prati, capaci di accogliere una fauna alpina varia e di attirare escursionisti in cerca di natura e silenzio.
In mezzo, io, il Bambino Blu e una camera. Ingredienti semplici, ma più che sufficienti per scrivere il primo capitolo di tante storie..
I prossimi passi
Di ritorno a Lessolo, con la mia prima road trip notturna ormai conclusa, ho rivisto le riprese, selezionato alcuni momenti per il video e finalizzato questo racconto che hai appena letto. Il video è già pubblicato sul canale giro500roads su YouTube.
Questo è stato il primo di molti itinerari. L’obiettivo è migliorare sempre di più la qualità delle riprese e raccontare luoghi meno conosciuti, lontani dal turismo di massa.
Segui i canali social @giro500italia per vedere foto, video e dietro le quinte delle prossime trip italiane. Ora, con il Bambino Blu, voglio guidare sempre di più tra strade e storie, continuando a rivelare la cultura italiana.












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