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Quella Fiat 500 elettrica diventata una spiaggina e finita in California

24 ago
Tempo di lettura: 3 min

Un Cinquino d'epoca si è preso un motore elettrico, ha scambiato le portiere per delle corde ed è volato fino alla Costa Ovest americana per farsi ammirare a Pebble Beach


Fiat 500 cabriolet d'epoca, color panna con banda centrale rossa e nera, parcheggiata su una strada costiera della Riviera Italiana al tramonto. L'auto è in primo piano, con interni rossi e fiancate aperte, con corde al posto delle portiere. Sullo sfondo, il mare che scintilla, una balaustra in pietra, una collina con alberi e ville mediterranee, in un'atmosfera vintage ed elegante.

Vi racconto una storia che è esattamente il tipo di cosa che mi fa battere il cuore più forte: una Fiat 500 d'epoca, di quelle col motore raffreddato ad aria bello vecchio stile, si è trasformata in una Fiat 500 elettrica diventata spiaggina, ed è finita nelle mani di un collezionista lì in California. Proprio così, è uscita da un'officina a Milano, è stata testata su una pista da corsa in Italia ed è sbarcata alla chiacchieratissima Monterey Car Week, quel mega evento di auto negli Stati Uniti che riunisce collezionisti di peso, hypercar da milioni (c'è stata pure una Ferrari Luce venduta per 40 milioni di dollari da quelle parti) e dei restomod da togliere il fiato.


La responsabile di questa magia è la Garage Italia, l'officina fondata da Lapo Elkann (sì, proprio quello della famiglia Agnelli, storica proprietaria della Fiat) nel 2015. Prima di imbarcarla per gli States, hanno testato la macchinina in esclusiva sulla pista di Vairano, e il motore rimasto sotto il cofano ormai non assomiglia più per niente al vecchio "Tipo 110" disegnato da Dante Giacosa, l'ingegnere che ha progettato il Cinquecento originale negli anni '50.


Perché questa Fiat 500 elettrica è praticamente un pezzo di storia che corre ancora su quattro ruote


La cosa bella di questa storia è che non è nata adesso. L'idea della "spiaggina" viene dalla fine degli anni '50, quando l'Italia viveva il famoso boom economico ed era diventato di moda trasformare le utilitarie più semplici in auto scoperte, senza portiere, da portare in riva al mare. Il primo modello di questo tipo è stata la Fiat 500 Boano Spiaggia, del 1958, e il riferimento più famoso della categoria resta la Fiat 500 Jolly della Ghia. E c'è un dettaglio da brividi: dicono che lo stesso Giovanni Agnelli, l'Avvocato che comandava la Fiat in quegli anni, ne avesse una tutta sua, e non era mica il solo: anche l'armatore greco Aristotele Onassis era un fan di questo stile, e usava la sua per andare dallo yacht ormeggiato in porto fino al centro città, con un fascino tutto suo.



In questa versione destinata alla California, hanno eliminato le portiere e le hanno sostituite con delle corde, un chiaro omaggio al mondo nautico. La carrozzeria è stata verniciata color crema, con strisce rosse e blu che corrono dal paraurti anteriore fino alla parte posteriore, mentre per i rivestimenti si sono affidati a Bonacina, storico marchio milanese che lavora le fibre intrecciate dal 1889: altro che tradizione! I materiali sono stati scelti proprio per resistere al sole forte e alla salsedine senza rovinarsi.


Sotto il cofano, il piccolo motore a combustione originale ha lasciato definitivamente il posto a un propulsore elettrico asincrono trifase da circa 14 CV, abbinato a una batteria da 11 kWh che promette circa 140 km di autonomia nel ciclo WLTP e dispone anche del recupero dell’energia in frenata. C’è perfino un simpatico cruscotto digitale, con una lepre e una tartaruga per indicare rispettivamente la modalità normale e quella economica, oltre al servosterzo elettrico che rende la guida molto più semplice alle basse velocità. Un dettaglio curioso: l’auto rientra nella categoria europea dei quadricicli pesanti, la L7e, il che significa che può circolare regolarmente su strada con targa pur essendo, in pratica, una specie di gigantesco giocattolo per adulti, completo di quattro posti e cinture di sicurezza.


Per chi, come me, mescola i viaggi in auto per l’Italia con questa irrazionale passione per il Cinquecento, storie come questa dimostrano una cosa che amo ripetere qui su GIRO500: la 500 non è mai stata soltanto un’automobile. È un modo di vivere, un simbolo capace di attraversare i decenni e reinventarsi senza perdere la propria anima. E chissà, magari uno di questi giorni vedremo Nonno Cinquino passeggiare accanto a una Spiaggina sulle rive di qualche lago qui in Piemonte, eh?


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